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La classificazione delle malattie mentali è sempre stata un problema molto controverso a causa della mancanza di precise conoscenze eziopatogenetiche, della mancanza di precisi confini tra i vari disturbi, delle frequenti sovrapposizioni fra disturbi diversi e della ricca patologia di confine. Il primo tentativo sistematico di inquadramento nosografico delle malattie mentali si deve a Kraepelin che, proprio agli albori di questo secolo, ritenne di aver individuato delle entità morbose definibili in termini eziopatogenetici, di decorso, di prognosi e di terapia. Uno dei capisaldi della classificazione psichiatrica è stato, per lungo tempo, la suddivisione delle malattie mentali in due grandi categorie, le "psicosi" e le "nevrosi":
Oggi, soprattutto per linfluenza del pragmatismo americano che, in assenza di dati certi circa leziopatogenesi della patologia psichiatrica privilegia il criterio descrittivo, i due termini sono praticamente scomparsi (o sono usati con significato più limitato o come riferimento storico) e sostituiti dalla più generica dizione di "disturbo". I principali sistemi classificativi in uso sono sostanzialmente due, la decima edizione dellInternational Classification of Diseases (ICD-10) dellOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la quarta edizione-Text Revised del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV-TR) dellAmerican Psychiatric Association (APA) . In questa sede cercheremo di fornire un inquadramento nosografico semplice ed essenziale, tale da consentire una buona comprensione della patologia mentale e del linguaggio "psichiatrico". Faremo riferimento, per questo, al DSM-IV-TR che è senza dubbio il sistema diagnostico-classificatorio più diffuso e conosciuto a livello internazionale. In particolare sono derivati dal DSM-IV-TR i criteri diagnostici dei diversi disturbi. Distingueremo:
Per semplicità faremo riferimento ai disturbi cosiddetti "primari", non dovuti, cioè, alleffetto di una malattia fisica, delluso di sostanze, di un altro disturbo psichico o di eventi psicotraumatici, a meno che ciò non sia specificamente previsto dai criteri diagnostici come nel caso, ad esempio, dei disturbi da uso di sostanze psicoattive, delle demenze, del delirium, del disturbopost-traumatico da stress, ecc. NB: Al momento sono riportati i criteri diagnostici dei Disturbi citati in qualche parte del sito: mano a mano che se ne presenterà loccasione verranno inseriti anche i disturbi attualmente mancanti. |
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