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Le benzodiazepine, anche usate a dosaggi terapeutici, provocano spesso, allinterruzione del trattamento, rebound dellansia o comparsa di una sindrome da sospensione; esse inoltre potenziano gli effetti sedativi dellalcool e, parallelamente allattività ansiolitica, determinano la comparsa di alcuni effetti indesiderati, tra cui principalmente rilasciamento muscolare (particolarmente rischioso negli anziani), sedazione e distrurbi della memoria. Questi limiti hanno stimolato la ricerca di nuovi composti che fossero attivi nel trattamento dellansia, ma privi di queste attività collaterali. Sono state così isolate sia molecole simili strutturalmente e farmacodinamicamente alle benzodiazepine, ma migliorate dal punto di vista della tollerabilità, sia composti totalmente nuovi dal punto di vista strutturale e del meccanismo dazione.
Il Buspirone appartiene agli Azapironi la cui caratteristica è di possedere un meccanismo dazione che puù essere considerato responsabile non solo degli effetti ansiolitici ma anche di quelli antidepressivi che li caratterizzano. Leffetto farmacologico più evidente è comunque quello ansiolitico, ed è stato proposto di definirli farmaci "ansio-selettivi" poiché, contrariamente alle benzodiazepine ed agli ansiolitici non-benzodiazepinici di cui abbiamo ora detto, essi risultano completamente privi di attività anticonvulsivante, sedativa o muscolo-rilassante. Il buspirone, rispetto alle benzodiazepine, induce lansiolisi con maggiore progressività e gradualità per cui è inadatto al trattamento di quei pazienti nei quali sia necessario ottenere un rapido contenimento della sintomatologia ansiosa, per contro sembra più adatto al trattamento a lungo termine per la sua scarsa propensione a creare fenomeni di dipendenza o ad indurre comportamenti di abuso. Gli effetti terapeutici sembrano mantenersi stabili anche dopo oltre un anno di trattamento. Anche lo spettro dazione del buspirone sembra leggermente diverso da quello delle benzodiazepine, dal momento che determina una maggiore riduzione del punteggio dei cosiddetti "item depressivi" delle scale di controllo per lansia, mentre le benzodiazepine sono invece più efficaci nel controllo dellansia somatica e dei disturbi del sonno, probabilmente per la loro maggiore attività sedativa (alla quali sono attribuibili effetti quali compromissione della performance cognitiva, confusione e sensazione di stanchezza che rendono le benzodiazepine poco adatte per il trattamento dei pazienti anziani, per i quali sarebbe più indicato il buspirone). La posologia oscilla tra 15 e 60 mg/die; nella maggior parte dei casi, si rivela efficace una dose di 20-30 mg/die frazionata in 3 dosi. Gli effetti collaterali del buspirone sono poco frequenti ed in genere di modesta gravità; i più frequenti sono torpore, cefalea, nervosismo, capogiri, diarrea, parestesie, agitazione, sudorazioni, disturbi gastrointestinali, nausea e vomito. |
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