GENERALITÀ


D: Che cos’è l’Ansia?

R: L’ansia è un’emozione universale che, di per sé, non sarebbe inadeguato provare poiché rappresenta una parte necessaria della risposta allo stress. Essa rappresenta, infatti, un meccanismo di difesa volto ad anticipare la percezione del pericolo prima ancora che si sia chiaramente manifestato, mettendo in moto i meccanismi fisiologici che spingono, da un lato all’esplorazione per individuare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, all’evitamento, alla fuga. È per questo che tutti noi ne abbiamo esperienza diretta e siamo così in grado di comprendere immediatamente l’ansia degli altri e di immedesimarci nel loro stato d’animo.

Nella nostra vita -a meno di non vivere sotto una campana di vetro- sono pluriquotidiane le situazioni che possono attivare l’ansia: nella maggior parte dei casi si risolvono positivamente, senza provocare conseguenze negative, ed il superamento di queste esperienze, in quanto fenomeno fisiologico, rappresenta un elemento fondante dello sviluppo e della maturazione della personalità.

Se, però, non riusciamo a superare positivamente una situazione di pericolo o se allo stato d’allarme non corrisponde un pericolo reale da affrontare e risolvere, allora l’ansia, diviene una risposta sproporzionata o irrealistica ed assume la connotazione di un disturbo psichico che, invece che elemento di crescita e maturazione, diventa un elemento di disgregazione della personalità e che, invece di favorire l'adattamento all'ambiente, provoca disadattamento e rende necessario un intervento terapeutico.

D: L’ansia può essere considerata come un fenomeno unitario?

R: L’ansia non è un fenomeno unitario nel senso che possiamo distinguere due tipi di ansia, l’ansia-tratto e l’ansia-stato.

  • L’ansia-tratto è una caratteristica relativamente stabile della personalità, un atteggiamento comportamentale che riflette la modalità con cui il soggetto tende a percepire come pericolosi o minacciosi stimoli e situazioni ambientali. I soggetti con ansia-tratto più elevata mostrano una reattività maggiore ad un numero maggiore di stimoli: questi soggetti hanno maggiore probabilità di presentare ansia-stato anche in circostanze a basso "potenziale ansiogeno" o di sperimentare livelli più elevati di ansia-stato a parità di stimoli.

  • L’ansia-stato può essere definita come un’interruzione del continuum emozionale; si esprime attraverso una sensazione soggettiva di tensione, apprensione, nervosismo, inquietudine, ed è associata ad attivazione del sistema nervoso autonomo. Alti livelli di ansia-stato risultano particolarmente spiacevoli, dolorosi e disturbanti tanto da indurre il soggetto a mettere in atto dei meccanismi comportamentali di adattamento per evitare o ridurre queste sensazioni. Se però questi meccanismi non raggiungono lo scopo, possono provocare comportamenti maladattivi che aumentano l’ansia ed avviano (o perpetuano) una spirale patologica.

D: Ansia-tratto ed ansia-stato hanno la stessa importanza?

R: L’ansia-tratto fa parte delle caratteristiche di personalità e non è di per sé espressione di patologia, anche se, quando è elevata, può essere un elemento predisponente alla patologia ansiosa. Non è facilmente modificabile se non (in qualche misura) con un lavoro di psicoterapia.

L’ansia-stato è, entro certi livelli di gravità e di durata, una reazione normale agli avvenimenti; al di là di quei livelli si entra nel campo della patologia, cioè nel campo dei disturbi d’ansia, che è ciò che interessa a noi in questa sede.

D: La patologia ansiosa può essere considerata espressione dell’ansia-stato?

R: L’Ansia-stato e disturbi d’ansia non sono esattamente la stessa cosa: l’ansia-stato è, di norma, una reazione fisiologica agli eventi, è un meccanismo che ci mette in condizione di affrontare una minaccia (o di sottrarsi ad essa) nella maniera più funzionale. L’ansia-stato diventa patologica se è sproporzionata agli eventi che la suscitano, se permane anche quando gli eventi sono stati superati o se, addirittura, si manifesta in assenza di eventi oggettivi.

D: Perché si parla di "disturbi d’ansia"?

R: Si parla di "disturbi d’ansia" perché questa categoria diagnostica è tutt’altro che unitaria: la sintomatologia ansiosa, infatti, tende ad assumere assetti sindromici anche molto diversi tra loro al punto che si distinguono ben otto quadri clinici (Disturbo di Panico, Agorafobia, Fobia Sociale, Fobia Specifica, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Acuto da Stress, Disturbo Post-Traumatico da Stress e Disturbo d’Ansia Generalizzata), senza considerare i quadri secondari a patologia somatica e ad uso di sostanze, il Disturbo d’Ansia NAS ed il Disturbo Ansioso-Depressivo Misto.

D: Che cosa caratterizza i disturbi d’ansia?

R: I disturbi d’ansia, nel loro insieme, si caratterizzano per la presenza di una serie di segni e sintomi di natura sia psichica che somatica. La sintomatologia dell’ansia è ricca ed eterogenea, ma gli elementi che la caratterizzano non sono specifici dei disturbi d’ansia: gli stessi sintomi possiamo trovarli nella maggior parte dei disturbi psichici, anche se, in genere, come sintomi accessori piuttosto che come sintomi nucleari.

Dobbiamo ricordare, inoltre, che alcune malattie somatiche possono manifestarsi con una sintomatologia ansiosa che talora può non essere facile distinguere da quella dei disturbi d’ansia. Fra queste possiamo ricordare iper- ed ipotiroidismo, feocromocitoma, ipercorticosurrenalismo, ipoglicemia, scompenso cardiaco congestizio, embolia polmonare, aritmie, malattie polmonari ostruttive croniche, polmonite, ecc., l’intossicazione e/o l’astinenza da alcool, anfetaminici, cannabinoidi, cocaina, allucinogeni, ecc. l’assunzione di farmaci quali anestetici e analgesici, broncodilatatori, anticolinergici, corticosteroidi, preparati tiroidei, antiparkinsoniani, ecc.

D: Qual è la natura dei disturbi d’ansia?

R: Le considerazioni fatte per i disturbi psichici in generale e per quelli dell’umore in particolare valgono, naturalmente, anche per i disturbi d’ansia.

Non conosciamo le cause di questi disturbi, per i quali possiamo far riferimento al "paradigma bio-psico-sociale".

È del tutto ragionevole pensare che tutti noi siamo vulnerabili ai disturbi d’ansia: l’ammalarsi o meno dipende dal verificarsi di una serie di circostanze che, interagendo in varia misura tra loro, provocano la rottura del nostro equilibrio psicologico.

D: Nello sviluppo dei disturbi d’ansia, che ruolo ha l’ansia-tratto?

R: Se ricorriamo all’abusato paragone del vaso, e diciamo che i disturbi d’ansia si presentano quando questo vaso trabocca, l’ansia-tratto può essere considerata come una quantità di materiale "ansiogeno" che occupa costantemente il vaso e che rende più facile il suo riempirsi ed il suo traboccare: è evidente che quanto maggiore è l’ansia tratto tanto più facile è il riempimento del nostro vaso. In linea di massima possiamo dire che i soggetti con una marcata ansia-tratto sono più vulnerabili agli stress della vita.

D: C’è un rapporto fra l’ansia-tratto e la caratterizzazione clinica dei disturbi d’ansia?

R: È probabile che la particolare connotazione dell’ansia-tratto sia l’elemento fondante della caratterizzazione di un eventuale disturbo d’ansia che si sviluppasse in qualche momento della vita del soggetto.

È un dato ormai acquisito quello relativo al concetto di "spettro", all’esistenza, cioè, di una sintomatologia sfumata, sotto soglia, senza alcun rilievo clinico, che in qualche misura ci caratterizza e che esprime la natura della nostra vulnerabilità. Si parla, così, di "spettro panico", "spettro panico-agorafobico", "spettro fobico", "spettro ossessivo-compulsivo" e così via; si tratta di tratti comportamentali, modalità di pensiero, atteggiamenti, ecc. che, se letti nell’ottica giusta, ci dicono che il nostro equilibrio psico-emotivo, se un giorno dovesse rompersi, lo farebbe, con molta probabilità, amplificando quegli elementi che fanno parte dello "spettro" che ci caratterizza. Così, ad esempio, se un soggetto è caratterizzato da uno "spettro ossessivo-compulsivo", è estremamente probabile che, in caso di scompenso, vada incontro ad un Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

D: Come si caratterizzano i diversi disturbi d’ansia?

R: In passato tutti i quadri clinici che oggi denominiamo come "disturbi d’ansia" andavano sotto la denominazione globale di "sindromi nevrotiche" (ed anzi, venivano compresi sotto questa denominazione anche altri disturbi, come ad esempio i Disturbi di Conversione, oggi collocati in raggruppamenti diagnostici diversi). Oggi si parla, invece, di Disturbi d’Ansia, ognuno caratterizzato da un assetto sindromico particolare (o, come i disturbi post-traumatici, dalle circostanze in cui si manifestano). Descriveremo le caratteristiche cliniche specifiche di ciascun disturbo, ma descriveremo preliminarmente gli Attacchi di Panico e l’agorafobia che sono sindromi che si possono osservare in diversi quadri clinici.

D: Che cos’è l’attacco di panico?

R: Come Attacco di Panico si intende un periodo delimitato di intensa paura o disagio, in assenza di un reale pericolo, caratterizzato da almeno 4 sintomi somatici o cognitivi (palpitazioni, sudorazioni, tremori fini o ad ampie scosse, sensazioni di dispnea o di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o oppressione al petto, nausea o disturbi addominali, vertigini o sensazione di testa leggera, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di "impazzire", paura di morire, parestesie, brividi o vampate di calore). L’inizio dell’attacco è improvviso, raggiunge l’apice in circa 10 minuti, ed è generalmente accompagnato da un senso di pericolo, di catastrofe imminente, e dall’urgenza di allontanarsi. Raramente l’attacco dura più di 30 minuti. L’ansia dell’attacco di panico si caratterizza per essere parossistica e generalmente molto grave. Se i sintomi sono meno di 4, ma sono soddisfatti gli altri criteri, si parla di "attacchi paucisintomatici".

Gli Attacchi di Panico possono essere:

  • inaspettati (non provocati), quando il soggetto non associa l’esordio dell’attacco ad un fattore situazionale -interno o esterno- scatenante e l’attacco di panico si manifersa spontaneamente, a "ciel sereno";

  • causati dalla situazione (provocati), quando l’attacco si manifesta quasi invariabilmente durante l’esposizione a (o nell’attesa di) uno stimolo o fattore scatenante situazionale (per es., quando un soggetto, che ha avuto attacchi di panico in un supermercato,¬†entra o deve entrare in un altro supermercato);

  • sensibili alla situazione, sono simili a quelli causati dalla situazione, ma non sono invariabilmente associati allo stimolo e non si manifestano necessariamente subito dopo l’esposizione (per es., è più probabile che gli attacchi si manifestino nel supermercato, ma alcune volte l’individuo ci va senza conseguenze o queste si manifestano solo dopo un po’, per es., quando arriva alla cassa e c’è una fila davanti a lui).

Coloro che hanno attacchi di panico inaspettati descrivono, di solito, una paura molto intensa, accompagnata dal pensiero di essere in procinto di morire, di potere perdere il controllo, di avere un infarto o un ictus, di "impazzire", il tutto associato al desiderio impellente di fuggire dal luogo in cui si sta manifestando l’attacco. Gli attacchi di panico inaspettati, con il ripetersi nel tempo, diventano causati dalla (o sensibili alla) situazione, anche se possono persistere attacchi inaspettati.

La presenza di attacchi di panico inaspettati è tipica ed essenziale per la diagnosi di Disturbo di Panico (con o senza Agorafobia) : gli attacchi causati dalla situazione e sensibili alla situazione, per quanto frequenti nel Disturbo di Panico, si osservano anche nel contesto di altri disturbi d’ansia (gli attacchi causati dalla situazione sono comuni nella Fobia Sociale e nella Fobia Specifica; quelli sensibili alle situazioni si manifestano più tipicamente nel Disturbo d’Ansia Generalizzato e nel Disturbo Post-traumatico da Stress).

Gli Attacchi di Panico non sono sempre indicativi di un disturbo mentale: secondo alcuni autori, infatti, circa il 10% della popolazione normale presenta un attacco di panico isolato all'anno senza riportarne particolari conseguenze.

D: Che cos’è l’agorafobia?

R: L’Agorafobia può essere definita come "l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali può essere difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali può non essere disponibile aiuto in caso di attacco di panico o sintomi tipo panico". Le situazioni in cui può manifestarsi l’ansia da evitamento sono le più diverse, dallo stare fuori casa allo stare in casa da soli, dall’essere in mezzo alla folla al viaggiare in automobile o in aereo o al dover attraversare un ponte o un tunnel, ecc. Se sono accompagnati, i soggetti possono affrontare la situazione temuta con buon successo, mentre se sono soli possono riuscirci ma con grande sofferenza. La necessità di evitare le situazioni agorafobiche può comportare gravi conseguenze sulla vita personale, sociale e lavorativa (può comportare, ad esempio, l’incapacità di recarsi al lavoro o di avere una vita sociale o di espletare le incombenze domestiche, ecc.).

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DOMANDE FREQUENTI
GENERALITA'
Che cos’è l’Ansia?
L’ansia può essere considerata come un fenomeno unitario?
Ansia-tratto ed ansia-stato hanno la stessa importanza?
La patologia ansiosa può essere considerata espressione dell’ansia-stato?
Perché si parla di "disturbi d’ansia"?
Che cosa caratterizza i disturbi d’ansia?
Qual è la natura dei disturbi d’ansia?
Nello sviluppo dei disturbi d’ansia, che ruolo ha l’ansia-tratto?
C’è un rapporto fra l’ansia-tratto e la caratterizzazione clinica dei disturbi d’ansia?
Come si caratterizzano i diversi disturbi d’ansia?
Che cos’è l’attacco di panico?
Che cos’è l’agorafobia?
DISTURBO DI PANICO
Che cos’è il Disturbo di Panico?
Il Disturbo di Panico può comportare anche altri problemi?
Ci sono condizioni che caratterizzano il Disturbo di Panico?
Quanto è frequente il Disturbo di Panico?
Qual è l’evoluzione del Disturbo di Panico?
Come si cura il Disturbo di Panico?
Qual è l’approccio psicoterapeutico al Disturbo di Panico?
Qual è l’approccio farmacoterapeutico al Disturbo di Panico?
Ci sono delle regole da seguire nel trattamento farmacologico del Disturbo di Panico?
Quanto deve durare il trattamento farmacologico del Disturbo di Panico?
FOBIA SPECIFICA
Che cos’è la Fobia Specifica?
Come si manifesta la Fobia Specifica?
Se la paura è ragionevole, si può parlare di Fobia Specifica?
Si può parlare di Fobia Specifica se in soggetto non risconosce che la sua paura è irragionevole ed eccessiva?
Quali sono i tipi principali di Fobia Specifica?
Quali problemi, oltre alla paura, all’ansia anticipatoria ed all’evitamento, può provocare la Fobia Specifica?
Ci sono elementi che possono caratterizzare la Fobia Specifica?
Quale può essere il decorso della Fobia Specifica?
Come si può curare la Fobia Specifica?
FOBIA SOCIALE
Che cos’è la Fobia Sociale?
Come si manifesta la Fobia Sociale?
I soggetti con Fobia Sociale hanno coscienza che la loro paura è eccessiva o irragionevole?
Come si comportano, in genere, i soggetti con Fobia Sociale?
Esistono forme diverse di Fobia Sociale?
Ci sono elementi che possono caratterizzare i soggetti che vanno incontro a Fobia Sociale?
E’ un disturbo frequente la Fobia Sociale?
Qual è l’evoluzione della Fobia Sociale?
Come si può curare la Fobia Sociale?
La Fobia Sociale si cura soltanto con gli psicofarmaci?
Ci possono essere consigli pratici utili per i Fobici Sociali?
D. OSSESSIVO-COMPULSIVO
Che cos’è il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)?
Che cosa sono le ossessioni?
Quali sono le ossessioni più frequenti?
Come reagisce il soggetto alle ossessioni?
Che cosa sono le compulsioni?
Quali sono le compulsioni più frequenti?
Come si caratterizza il Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
Come si comportano, in genere, i soggetti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
Come insorge e come evolve il Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
Come si può spiegare un disturbo così particolare come il Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
Come si può curare il Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
Quali tecniche di psicoterapia sono più efficaci nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
Qual è la strategia di approccio farmacoterapeutico più efficace nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo?
D. POST-TRAUMATICO DA STRESS
Che cos’è il Disturbo Post-traumatico da Stress?
Quali sono gli eventi traumatici che si possono considerare "estremi"?
Come si manifesta il Disturbo Post-traumatico da Stress?
Qual è l’evoluzione del Disturbo Post-traumatico da Stress?
Come si può caratterizzare il Disturbo Post-traumatico da Stress?
L’esposizione ad un evento traumatico estremo provoca in tutti un Disturbo Post-traumatico da Stress?
Come si cura il Disturbo Post-traumatico da Stress?
D. ACUTO DA STRESS
Che cos’è il Disturbo Acuto da Stress?
Che cosa significa "evento traumatico estremo"?
Come si caratterizza il Disturbo Acuto da Stress?
Qual è l’evoluzione del Disturbo Acuto da Stress?
Come si cura il Disturbo Acuto da Stress?
D. D’ANSIA GENERALIZZATO
Che cos’è il Disturbo d’Ansia Generalizzato?
Quali sono le caratteristiche cliniche del Disturbo d’Ansia Generalizzato?
Qual è l’oggetto del Disturbo d’Ansia Generalizzato?
Il Disturbo d’Ansia Generalizzato può essere confuso con altri disturbi d’ansia?
Qual è il decorso del Disturbo d’Ansia Generalizzato?
Come si cura il Disturbo d’Ansia Generalizzato?
D. ANSIOSO-DEPRESSIVO MISTO
Che cos’è il Disturbo Ansioso-Depressivo Misto?

by F.Mengali 2004